PAOLO ANNIBALI

Fugaci Liturgie

8 aprile  –  22 aprile 2000

a cura di Rossana Bossaglia

Questo tipo di rappresentazione, questa imagerie volutamente povera e domestica, prende appunto corpo in individui vestiti con abiti borghesi i quali, nella penultima produzione dell’artista, si inseriscono in asciutte e scabre strutture di tipo architettonico.
La padronanza della tecnica del cotto consente ad Annibali di mimare stoffa, legno, pietra e così via con leggerissime ma significative variazioni di effetti.
E i suoi personaggi sono per la gran parte nell’attitudine di aprire spiragli verso il mistero, se vogliamo anche verso l’aldilà, dal momento che talora sul loro corpo di sostanza ponderale spuntano angeliche ali.
Ma non è questo ancora l’ultimo approdo della fantasia e della formula espressiva dell’artista, che, in rigorosa fedeltà alla propria fisionomia ha portato oltre il suo discorso sulla trasfigurazione simbolica della quotidianità.
…Questo procedere verso una figurazione che sembra rievocare in qualche misura formula del cosiddetto “realismo esistenziale”, è tanto più suggestivo e spiazzante in quanto non diminuisce bensì accentua i caratteri simbolici della composizione.